Il carcere di Monza è, più propriamente, una casa circondariale. Ciò significa che, almeno in teoria, dovrebbe ospitare detenuti in attesa di giudizio definitivo. A fronte di una capienza massima dichiarata di 403 detenuti, la casa circondariale di Monza a fine 2018 ospita circa 630 detenuti (anche se negli anni scorsi è arrivata a ospitarne oltre 800) di cui circa la metà stranieri. La casa circondariale di Monza è divisa in sezioni: la maggior parte di esse consiste di 25 camere che solitamente ospitano 2 o 3 detenuti. Fino alla prima metà del 2015 era presente una sezione femminile: tali spazi sono attualmente in attesa di altra destinazione.

A partire dal 2015, il carcere di Monza, così come la gran parte delle strutture detentive italiane, ha avviato una transizione dal cosiddetto regime di celle chiuse, in cui i detenuti passavano la gran parte della giornata in cella con l’eccezione di alcuni brevi intervalli (le cosiddette ore d’aria) a un regime di celle aperte, in cui i detenuti posso liberamente girare per il corridoio della sezione e accedere al locale docce e alle salette comuni destinate alla socialità nella fascia oraria dalle 8 di mattina alle 20 di sera, per poi rientrare a trascorrere la serata e la notte in quella che, nelle intenzioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dovrà essere chiamata d’ora in poi ‘camera di pernottamento’. Questo nuovo regime coinvolge ormai la quasi totalità del carcere di Monza.

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